Disabilità, Comunità e Opportunità: a Castelnuovo di Porto un confronto concreto sull’inclusione
- Redazione di Mille Voci New

- 18 ore fa
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Il 7 febbraio 2026 uno dei borghi più belli e significativi d’Italia, Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, in un pomeriggio uggioso e a tratti piovoso, ha spalancato le sue porte. Arroccato su una collina tufacea, con il suo centro storico medievale, i vicoli stretti e il maestoso Palazzo Ducale Rocca Colonna che domina il paesaggio, il borgo conserva intatto il fascino della storia e un profondo senso di comunità.
In questo scenario suggestivo, l’aula consiliare del Comune — luogo in cui si prendono decisioni fondamentali per i cittadini, ma anche spazio di aggregazione, formazione e confronto — ha ospitato il convegno dal titolo “Disabilità, Comunità e Opportunità”.Non una scelta casuale.

L’iniziativa è stata pensata e fortemente voluta da due importanti realtà del territorio: l’Associazione culturale “Gli Argonauti” e Special Olympics Lazio. Le due associazioni, camminando sullo stesso binario organizzativo, hanno coinvolto relatori di diverso spessore umano e professionale, dando vita a un confronto ricco e articolato, moderato da Katiuscia Fanciulli, impegnata nella formazione e nella condivisione di tematiche legate al sociale.
Ogni relatore ha apportato un tassello verso un’inclusione concreta e reale, capace di passare dalla pienezza delle parole alla concretezza delle azioni. Parole che spesso si vorrebbero trasformare, quasi con una bacchetta magica, in strumenti effettivi per garantire a tutti l’essenza dell’inclusione: la qualità e la quantità delle opportunità che un territorio riesce a offrire a ciascun cittadino, con e senza diverse abilità.
Sono risuonate con forza le parole della Consigliera Regionale Marika Rotondi, che ha posto l’accento sulla necessità di una maggiore attenzione e consapevolezza nell’ascolto dei bisogni delle persone con diverse abilità e dei caregiver familiari. È stato richiamato anche il tema della nuova normativa sui caregiver, aprendo un confronto sull’urgenza di ascoltare chi vive quotidianamente queste responsabilità.
Alla riflessione istituzionale è seguito l’intervento della rappresentanza comunale, che ha illustrato le attività e i servizi offerti dal Comune e dal Consorzio della Valle del Tevere, evidenziando l’impegno costante nel costruire servizi mirati al sostegno delle famiglie, pur nella consapevolezza che gli sforzi non siano mai pienamente sufficienti rispetto ai bisogni reali.
La pedagogista Sonia Diociaiuti è entrata nel cuore del convegno, soffermandosi sulle opportunità e sui bisogni delle persone con diverse abilità. Ha richiamato una riflessione nata in ambito accademico: il rischio che il bisogno, se non accompagnato da percorsi di autonomia, possa generare dipendenza. Un invito a non fermarsi a ciò che manca, ma a riconoscere anche ciò che ogni persona possiede.
Maria Rosaria Ricci è stata indicata come esempio di resilienza e superamento dei limiti. Nel suo intervento ha raccontato la propria esperienza di vita, la tetraparesi spastica distonica, il dolore vissuto alla nascita e la forza di una famiglia che non ha mai lasciato spazio all’isolamento. Ha sottolineato l’importanza della rete familiare e la necessità di conoscere e rivendicare i propri diritti quando non vengono riconosciuti con naturalezza.
Ha espresso inoltre una riflessione critica sul tema dei caregiver, evidenziando la necessità di un supporto psicologico strutturato e di percorsi concreti legati al “Dopo di Noi”, che non possono essere rimandati.
Il convegno, giunto quasi al termine, ha visto l’intervento della logopedista ed educatrice Astrid Cammerinesi, che ha acceso i riflettori sull’esperienza dei Tessuti Sociali di Castelnuovo di Porto, esempio concreto di inclusione partecipata tra persone con e senza diverse abilità.
Successivamente, Marzia Mosca ha introdotto la proiezione del video di presentazione dell’associazione Special Olympics. È seguita la testimonianza della mamma dell’atleta Sebastian Palmieri, intervenuta in rappresentanza dell’associazione.
In un’atmosfera di silenzio e ascolto, ha esordito con fierezza e forza d’animo. Non si è detta orgogliosa soltanto di aver accompagnato il figlio in competizioni agonistiche internazionali di rilievo. Si è detta orgogliosa di essere la mamma di un atleta. Non la mamma di una persona con diverse abilità, ma la mamma di un atleta.
Chiunque avesse visto Sebastian in gara non avrebbe visto una persona con diverse abilità, ma un atleta nella sua disciplina. Avrebbe riconosciuto le sue potenzialità, la preparazione, la determinazione. Avrebbe creduto nelle sue capacità, al di là di ogni etichetta.
Altro momento significativo è stata la visione in anteprima del video della Scuola di Sci Inclusiva, giunta alla quarta edizione e svoltasi a Sestriere dal 25 al 31 gennaio 2026. Un progetto promosso e sostenuto dai collaboratori e sostenitori di “Abilmente – Sviluppa e potenzia le proprie abilità”, nato dalla vendita del libro di Maria Rosaria Ricci.
Le immagini hanno dimostrato che tutte le persone, con qualsiasi grado di disabilità, possono sciare. A Sestriere è possibile. Quando esistono opportunità concrete e una rete che sostiene, ciò che appare impossibile diventa esperienza reale.
In una società che propone continuamente modelli di corpi perfetti e standard estetici irraggiungibili, la disabilità diventa spesso uno specchio scomodo. Ma è proprio ciò che non rientra nei canoni dominanti a ricordarci che il valore di una persona non si misura nella perfezione, bensì nella dignità, nella partecipazione e nella possibilità di esprimere le proprie capacità.
Il convegno “Disabilità, Comunità e Opportunità” ha lasciato un messaggio chiaro:una comunità è davvero tale quando crea opportunità concrete e sceglie di non lasciare indietro nessuno.
Di Maria Rosaria Ricci







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